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  SFUGGENDO LA CONDANNA      
     
   

L’arma più potente del diavolo è la condanna provocata dalla voce dentro di noi, e le voci esterne che governano questo mondo fatto di apparenza. Dai giorni di Adamo ed Eva nel giardino dell'Eden, Adamo perse il privilegio di regnare nel potere assoluto di Dio, per mancanza di coraggio verso di Lui, perché sentì la condanna dentro  se stesso. La condanna è ciò che ha creato il falso senso di essere nudi (peccatori, indegni) davanti a Dio e di conseguenza, ha provocato la caduta e l'allontanamento dell’uomo dalla vita di Dio. Questa condanna porta alla morte, perché in Adamo perdiamo ogni traccia della nostra forma gloriosa in Dio. Ricordiamo che Dio non ha reso Adamo nudo, infatti, non lo vedeva così, era la coscienza di Adamo che lo condannava. Adamo scelse la dottrina del serpente, che lo fece giustificare nella carne davanti agli uomini e come conseguenza, cadde.  

La dottrina originale dell’Albero della vita era libertà, amore e mantenerci nell’immagine di Dio. Dobbiamo ricordare che Dio non cerca di condannare nessuno, sono le nostre tradizioni, convinzioni e fede che portano alla  nostra condanna. Le dottrine tradizionali e religiose degli uomini chiudono la porta del Regno di Dio agli uomini, perché come bugie, tali concetti accecano gli occhi del nostro cuore. Il Regno di Dio che parla di pace, gioia e potere nello Spirito è una realtà dentro ogni uomo, per trovarlo dobbiamo superare la condanna. Quando supereremo la condanna, scopriremo che siamo perfetti e santi davanti a Dio, ed Egli non vedrà alcuna forma di peccato dentro di noi. Quella voce che chiede, “CHE TU SIA MOSTRATO NUDO” sta ancora risuonando oggi, basta restare tranquilli davanti a Lui ed ascoltare ciò che dice in questo momento.  

 


 

Molti fedeli d’oggi che desiderano amare e servire il Signore, si trovano nello stato di condanna. Io personalmente ho avuto una buona fetta di condanna, fino al momento in cui Dio mi ha aperto gli occhi sulle verità semplici che pensavo di conoscere. Questo messaggio mira ad incoraggiare quei santi che si trovano nella fossa della condanna. 

Molti Cristiani d’oggi cadono ancora nella condanna, semplicemente perché non hanno ancora capito il significato della Grazia illimitata nel sangue di Gesù, e non capiscono  neppure il mistero della croce. Come tanti altri, ho sofferto per molti anni a causa della forza della condanna. Tutti quelli che mi circondavano vedevano in me, la parola e la volontà di servire Dio. Ma in realtà, vedevano in me un fedele inconsistente. Poiché in un momento  mi “caricavo” della parola e dichiaravo il nome del Signore, e  in un altro mi comportavo nel modo opposto.

Ho provato tanto dolore e imbarazzo, mentre cercavo di farmi accettare da Dio. Ero diventato uno sciocco agli occhi uomini, fino al momento in cui Dio ha aperto i miei occhi alla semplice verità. Conosco molti altri fratelli che hanno udito il messaggio del Regno molti anni fa, e che oggi sono ridotti alla rovina. Vanno in giro sulla terra cercando la pace e la vittoria, e però continuano ad esserne delusi. Quella verità è che l’Agnello di Dio è stato sacrificato una volta per tutte. Dio mi ha già giustificato e accettato tra i suoi eletti. Dio non guarda quelle cose che consideriamo peccati, ma vede il sangue di Gesù che parla delle buone cose verso Dio, cose di misericordia, amore che mi porterà ad una fine nella pace e perfezione davanti a Dio. 

 

Ebrei 12:22 Voi vi siete invece avvicinati al monte Sion, alla città del Dio vivente, la Gerusalemme celeste, alla festante riunione delle miriadi angeliche, 23 all'assemblea dei primogeniti che sono scritti nei cieli, a Dio, il giudice di tutti, agli spiriti dei giusti resi perfetti, 24 a Gesù, il mediatore del nuovo patto e al sangue dell'aspersione che parla meglio del sangue d'Abele.

 

Il sangue di Abele e tutti quei profeti uccisi in questo mondo, grida vendetta e giustizia contro coloro che li hanno uccisi. Questo mondo li ha uccisi, e noi facciamo parte di esso. In Cristo troviamo un nuovo tipo di sangue che supera quello vecchio. Il sangue di Gesù supplica e chiede perdono per il mondo. Una delle ultime frasi di Gesù prima di morire, fu “Padre perdona Loro, perché non sanno quello che fanno”. Sappiamo che il Padre ascolta tutto ciò che il Figlio chiede, e ciò vuol dire che siamo  eternamente perdonati.

Questo sacrificio eterno (il sangue di Gesù) ci copre in modo che Dio non guardi più le cose che consideriamo peccati. Egli ci vede solo come dei figli adottati nel Regno dell'unigenito Figlio, e ciò significa che ci ama con la stessa intensità con cui amava Gesù. Dobbiamo solo accettare di essere salvati dalla Grazia in Gesù Cristo, e non in funzione delle nostre opere di giustizia. La nostra salvezza è un dono gratuito.  

Romani 3:20 perché mediante le opere della legge nessuno sarà giustificato davanti a lui; infatti la legge dà soltanto la conoscenza del peccato. 21 Ora però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, della quale danno testimonianza la legge e i profeti: 22 vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono - infatti non c'è distinzione: 23 tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio -24 ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. 25 Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato,  

Vediamo alcuni versetti che dicono che siamo stati giustificati gratuitamente, e Dio ora ci ama per quello che siamo. Non dobbiamo permettere che la condanna ci domini, quando inciampiamo nelle cose considerate peccati. Dobbiamo solo ricordare il sangue, e andare avanti.

I nostri peccati sono coperti in Gesù, e Dio ci considera giusti, quando crediamo nel sacrificio di Suo Figlio. Il nuovo e l’unico peccato che esiste è non credere nella Grazia che sta nel sangue di Gesù. Ero abituato ad inciampare per mesi, e questo mi procurava  la depressione, perché pensavo che Dio mi avesse abbandonato. Trovavo la delusione in me stesso, per aver fatto le cose contrarie all’amore di Dio. Ma Dio mi ha detto, “Figliolo, ti amo come sei”. “Nulla può separarmi dal mio amore per te”

 

Romani 8:38 Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, 39 né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.  

Siamo giusti e siamo dei figli di Dio, non perché andiamo in chiesa o perché ci copriamo la testa, oppure perché diamo l'elemosina ai poveri o paghiamo per le chiese. Siamo dei giusti perché Cristo è morto al nostro posto, e ci ha dato il diritto all’amore di Dio.  

Romani 4:6-8 Così pure Davide proclama la beatitudine dell'uomo al quale Dio mette in conto la giustizia senza opere, dicendo: 7 "Beati quelli le cui iniquità sono perdonate e i cui peccati sono coperti. 8 Beato l'uomo al quale il Signore non addebita affatto il peccato".  

Si, beati sono quelli che scoprono il segreto della giustizia senza opere, e rimangono sempre protetti dalla Grazia di Dio. Quelli che trovano questo segreto, non possono più soffrire la condanna; nessun uomo né concetti religiosi sarebbero in grado di rubare la gioia e vittoria in Dio, Egli andrà di Gloria in Gloria. Dobbiamo capire che i pensieri di Dio sono molto più alti dei pensieri degli uomini; il Suo amore è infinito e non può essere esaurito dall'uomo. Nella loro mente, gli uomini hanno ricreato Dio in un'immagine umana, non sapendo che Egli è amore e non muta mai, in Lui non esiste una traccia di tenebre. Il desiderio di Dio è di darci il Suo Regno, fino a vivere in pace e vittoria in ogni cosa. 

Se continuiamo a vivere nella condanna, spiritualmente siamo come i ciechi, perché non conosciamo il vero Dio e la salvezza a nostra disposizione. In Romani Capitolo Cinque, dal quinto al sedicesimo verso, Paolo ha spiegato che con Adamo, abbiamo tutti ereditato il peccato, la legge e la morte, e la morte regnò fino alla dispensa di Mosè che rappresenta la legge, però il dono di Dio è la Grazia tramite il sangue dell'unigenito Figlio. Tale Grazia è ciò che funge da garanzia, per la nostra nostra perfezione in Cristo.

 

Romani 5:8-16  Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. 9  Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di lui salvati dall'ira. 10  Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. 11  Non solo, ma ci gloriamo anche in Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, mediante il quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione. 12  Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato. 13  Poiché, fino alla legge, il peccato era nel mondo, ma il peccato non è imputato quando non c'è legge. 14  Eppure, la morte regnò, da Adamo fino a Mosè, anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire. 15  Però, la grazia non è come la trasgressione. Perché se per la trasgressione di uno solo, molti sono morti, a maggior ragione la grazia di Dio e il dono della grazia proveniente da un solo uomo, Gesù Cristo, sono stati riversati abbondantemente su molti. 16  Riguardo al dono non avviene quello che è avvenuto nel caso dell'uno che ha peccato; perché dopo una sola trasgressione il giudizio è diventato condanna, mentre il dono diventa giustificazione dopo molte trasgressioni.  

Eravamo tutti contaminati e infettati dal senso di essere peccatori in Adamo e avevamo pensieri negativi sul Padre, lo giudicavamo come un nemico lontano da noi, e sempre pronto a colpire e punire. Tanti oggi non riescono ad avvicinare il Padre Celeste, perché non si sentono abbastanza degni. Per colpa del fatto di sentirsi peccatori, gli uomini chiedono e non ricevono da Dio, alcuni cercano un uomo o un religioso che serve da intermediario fra loro e Dio, dato che non si sentono degni di avvicinarlo. Ma la luce sta brillando adesso, siamo già giustificati davanti a Dio eternamente, Egli non imputa agli uomini la loro colpa, ed è tra di noi oggi per abbracciarci come un padre che abbraccia suo figlio.  

 

2Corinzi 5:19  Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione.   

 

Ciò che serve è conoscere il dono di Dio e confessarlo, non importa come ci si senta con se stessi, ciò che conta è quello che Egli pensa di noi. Non importa se si fumino sigarette o si abbiano problemi con delle cattive abitudini, non importa se si è omosessuale o un ladro basta riconoscere il dono di Dio e confessarlo. 

Quando ci confessiamo a Gesù come al Signore, una nuova creatura nasce in noi, e quello Spirito nato crescerà e supererà la persona sregolata che era in precedenza. Questo è il motivo per cui dobbiamo essere pazienti, mentre il Signore sta perfezionando la Sua opera in noi. Non scoraggiarti, quando trovi la rabbia o quando offendi qualcuno. Devi solo chiedere scusa alla persona e andare avanti, senza lasciare che il diavolo ti inganni, pensando che non sei degno della chiamata, non permettergli di dirti che sei senza speranza e non sentirti nudo come Adamo, devi restare ancorato alla fede, confessando che Egli ti ha amato prima e non ti lascerà mai.

Credere nella croce, guardare il serpente di bronzo quando il serpente (la voce di condanna) ti morde. Non lasciare che il veleno della condanna ti distrugga e ti impedisca di vedere la promessa benedetta di Dio, basta la fede per guadare la croce di Gesù, e ricordati del patto eterno di misericordia e pace che Egli ha stabilito. Ricordati che è un Suo piacere darti il Regno. Ricorda il sangue, ricorda che ha già pagato il riscatto per i nostri peccati e completerà il lavoro che ha iniziato in te.

Non lasciarti ingannare dal pensiero che hai commesso un peccato imperdonabile. L’unico modo in cui possiamo negarci la salvezza divina è rigettare la Grazia  e rifiutare l’opera di rigenerazione dello Spirito nella nostra vita. Se una persona ritorna al Signore  e lo accetta, avrà la salvezza di Dio. Quindi finché respingiamo il sangue e lo Spirito di Dio, non abbiamo un altro rimedio al peccato, ma se siamo umili e ritorniamo a Dio, Egli è fedele e giusto, e ci perdona. Infatti, ha già concesso il perdono ai ribelli, ma si devono svegliare in questa realtà.  

1Giovanni 1:9-10 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. 10 Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi.  

Ricordati sempre che Dio ci  sta rigenerando nell’immagine di Cristo, e sappiamo che Cristo è Spirito. Siamo esseri carnali, ma nel momento in cui accettiamo Gesù, l’opera inizia. L’uomo spirituale nasce in noi e come conseguenza della conoscenza di Cristo, continua a crescere. Crescerà fino al punto di superare completamente l’uomo carnale in noi. Quindi, quando la carnalità dovesse manifestarsi, ricorda che non è più la tua identità, ma rappresenta la vecchia in te, che sta combattendo con l’uomo spirituale che ama Dio. 

Romani 7:14 Sappiamo infatti che la legge è spirituale; ma io sono carnale, venduto schiavo al peccato. 15 Poiché, ciò che faccio, io non lo capisco: infatti non faccio quello che voglio, ma faccio quello che odio. 16 Ora, se faccio quello che non voglio, ammetto che la legge è buona; 17 allora non sono più io che lo faccio, ma è il peccato che abita in me. 18 Difatti, io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene; poiché in me si trova il volere, ma il modo di compiere il bene, no. 19 Infatti il bene che voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio. 20 Ora, se io faccio ciò che non voglio, non sono più io che lo compio, ma è il peccato che abita in me. 21 Mi trovo dunque sotto questa legge: quando voglio fare il bene, il male si trova in me. 22 Infatti io mi compiaccio della legge di Dio, secondo l'uomo interiore, 23 ma vedo un'altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra. 24 Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? 25 Grazie siano rese a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Così dunque, io con la mente servo la legge di Dio, ma con la carne la legge del peccato.  

Non ci dobbiamo mai scoraggiare, quando la carnalità si manifesta guardiamo la croce, con la fede di essere tra i figli di Dio. Capire che Gesù scese in questo mondo in forma umana, cioè come uomo fatto di carne,  vuol dire che conosce le tentazioni e le debolezze della carne. Quindi ora Lui è in grado di aiutarci, e dirigerci ogni volta che la tentazione ci sfida. Egli è tra noi, per tirarci fuori dalla fossa della condanna, e farci riscoprire la nostra vera identità che è nell’immagine del Dio vivente, un’identità creata perfetta e santa davanti al Padre.

Veniamo fuori della fossa di condanna, ieri è il passato, oggi è un giorno nuovo. Svegliatevi all’amore in Gesù Cristo.

 

Dio vi Benedica

Fratello Trevor Eghagha

 

 

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"Sorgi, risplendi, poiché la tua luce è giunta, e la gloria del SIGNORE è spuntata sopra di te!!!  Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.!!   Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio; !!    perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore. !!!

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