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APOCALISSE DEL CRISTO


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MI HAI AMATO PRIMA DELLA FONDAZIONE DEL MONDO

 

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Meditazione: Padre, ti tendo le mie mani, i miei occhi guardano verso la Tua dimora eterna, mentre ansiosamente attendo di percepire ancora una volta il Tuo amore. Dammi le ali per volare verso la Tua eterna dimora, ed aprire gli occhi per vedere la porta che mi hai aperto, per farmi fuggire dalla gabbia del cacciatore. Lascia che la Tua Grazia e verità mi liberino dall'orribile fossa dell'umanità; lascia che ogni catena che mi lega, accecandomi con il tuo amore, si consumi con la luce del Tuo volto. Fammi volare sulle ali del giorno, lontano dalle pene della fossa di quaggiù. Fammi viaggiare in questo mondo, ma fa che non sia invano, portandomi di nuovo la gioia, fammi aprire la bocca per gridare la Tua lode ancora una volta. Attendo con pazienza la Tua visita, al piano superiore della casa. Padre, ancora una cosa ti prego, fammi vivere il tuo amore ancora una volta, e camminare completamente libero su questa terra, come figlio nella consapevolezza della Tua vera natura.

Questi sono alcuni pensieri che Gesù Cristo espresse poco prima di lasciare le scene nella Sua forma umana.

Giovanni 17:22 E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno, come noi siamo uno. Giovanni 17:23 Io sono in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato e li hai amati, come hai amato me. Giovanni 17:24 Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche coloro che tu mi hai dato, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai dato, perché tu mi hai amato prima della fondazione del mondo.

Esiste una sola cosa di cui ogni uomo sulla terra ha bisogno, ed è la conoscenza dell'amore del Padre. E ciò equivale a sperimentare e vivere nel Suo infinito amore che sorpassa la conoscenza dell'uomo mortale, il quale è semplicemente un prodotto incapace di avere la conoscenza della verità. L'amore di Dio per il Figlio si manifesta quando Dio Gli dà tutte le cose per farGli piacere; Gli dona anche il Suo trono, per farLo regnare e dominare su tutto il creato con Lui, e non Gli nasconde nulla, la Sua Gloria inclusa. La conoscenza dell'amore del Padre provvede per noi, ci custodisce, protegge, glorifica ed onora il Figlio.

Il mondo, per come oggi lo conosciamo, è radicato nelle esteriori tenebre spirituali, dove c'è il pianto e si digrignano i denti: si tratta del regno della miscredenza, in cui gli uomini sono vittime della vanità, avendo perso la conoscenza del solo vero Dio dell'amore, per farsi imprigionare in un corruttibile ordine terreno temporale. Ogni cosa malvagia che accade all'uomo mortale è semplicemente la perdita della sua conoscenza dell'amore di Dio, attraverso la caduta nel basso reame della terra dove si fonde con un'entità immaginaria, chiamata mondo. Ma non lasciamoci ingannare, il mondo non è stato formato da Dio, perciò Gesù disse:

      a) “Nel mondo avrete soltanto tribolazione, ma in me avrete la pace”

      b) “Non sono di questo mondo

      c)“Vengo dall'Alto

      d)   “Sono andato oltre questo mondo

 

Individualmente e collettivamente abbiamo tutti vissuto l'esperienza adamica, il che equivale al fatto di essere stati attirati, influenzati ed ingannati, e soprattutto ci siamo allontanati di conseguenza dalla vera interiore fonte spirituale della luce, in cui vige la piena coscienza del Dio vivente. Siamo giunti nelle tenebre di questo mondo esteriore, grazie ai sensi naturali dell'uomo, dove la conoscenza di Dio è perduta. Con la mente in sì modo oscurata, ora l'uomo immagina un Dio inavvicinabile, lontano da lui, e che intende distruggerlo, trovando quasi impossibile da comprendere il Dio dell'amore. A questo punto, qualcuno potrebbe citare le Scritture, sostenendo di conoscere perfettamente il Dio dell'amore, ma in realtà, sono in pochi a conoscere questo Dio della luce. L'oscurità in cui l'uomo si è ritrovato tramite l'esperienza adamica, non è altro che il mondo. Si tratta del luogo dell'oblio, in cui l'uomo non può immaginare di essere una cosa sola con il Padre, nell'amore; riesce ad immaginare veramente poco che nel suo stato davvero sveglio ed illuminato, Egli sia il Padre.

Nel luogo dell'oblio chiamato mondo, le fonti d'acqua vivente sono totalmente seccate, la terra diventa una desertica piana di sale, in cui l'uomo suda in cerca di soddisfazione. Produce ora spine e  cardi, che significano dispiacere, ansia, dolore, ed ogni negatività che si possa immaginare; non più i numerosi frutti della pace, gioia e Fede che produceva una volta, quando era abbracciato dalla conoscenza del Padre. Il piacere, la gioia ed ogni cosa buona è perduta, e l'uomo è così impegnato nella lotta per la sopravvivenza e soddisfazione che ha completamente dimenticato il luogo della vita, da cui in realtà proviene.

La miseria dell'umanità è semplicemente il frutto della perdita dell'uomo, della conoscenza di se stesso in relazione a Dio; l'inferno si crea in assenza di queste parole: “ABBA' PADRE”, mentre l'uomo dice: “MIO DIO, PERCHE'MI HAI ABBANDONATO?”. Brancolare nel buio significa dimenticare il Padre e la nostra origine in Lui.

La luce del mondo è discesa in mezzo a noi, per illuminarci e farci tornare ancora una volta ad agire in essa. L'obiettivo della nostra Fede è di realizzare ancora una volta l'amore del Padre, mietendo i benefici della Gloria che perdemmo con la nostra caduta adamica. Quando Gesù pregava, diceva: “Padre, mi hai amato da prima della fondazione del mondo”; tale dichiarazione fu formulata dal vivente, il Cristo che è la vera personalità interiore di ogni uomo. La dichiarazione di Cristo, rivela semplicemente la nostra unione con il Padre della luce, che tutti perdemmo in questo mondo materiale.

Non amate questo mondo”, disse l'Apostolo Giovanni, perché amare questo materiale sistema delle cose e goderne, serve soltanto ad allontanarci dal nostro stato di unità con il Dio vivente della luce. Se ogni uomo viene attirato dall'inganno di questo mondo materiale, proprio come fece Adamo, e si allontana dalla propria dimora nella luce, perderà l'amore del Padre e soffrirà le pene dell'inferno.

1Giovanni 2:15 Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui, 1Giovanni 2:16 perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l'orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. 1Giovanni 2:17 E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno.

Sciocco, non agire come Adamo, che perse l'anima per votarsi al potere distruttivo dell'inferno, per amore di questo ingannevole mondo materiale, che   terminerà;  resta nella luce e nella conoscenza dell'amore di Dio.

A questo punto, ci si potrebbe chiedere se Dio abbia smesso di amarci. La risposta è TOTALMENTE NEGATIVA. L'amore che il Padre ci ha dimostrato sin  dalla creazione del mondo, resta ancora oggi e non ci lascerà mai. Egli dice: “Io non vi lascerò né vi abbandonerò”. Non importa se veniamo additati come assassini, omosessuali, ladri o prostitute, se abbiamo una bassa considerazione di noi stessi e ci consideriamo indegni peccatori, nonostante tutto, l'amore di Dio permane. Il mondo o  esteriore sistema materiale in cui viviamo in relazione, ha oscurato lo sguardo umano della comprensione, rendendolo completamente cieco alla conoscenza del Dio vivente, che è puro ed incondizionato amore. Perciò, ogni uomo che riceverà questa rivelazione dell'amore di Dio, da prima della creazione del mondo, deve fuoriuscire dalla sua prigione d'argilla dell'esistenza umana, nello Spirito di Dio e tornare alla coscienziosa conoscenza del Padre, dove potrà di nuovo sentire il concreto amore di Dio.

L'obiettivo del gratuito dono dello Spirito è l'insegnamento interiore che rivela il Figlio dentro di noi; ci fa ricordare le cose che riguardano il Figlio, che abbiamo perso nella caduta di Adamo; rivela anche le cose a venire, il che rappresenta il ritorno delle cose stesse allo stato in cui erano prima della fondazione del mondo; ci risveglia nella conoscenza del Figlio ed abolisce l'immaginario abisso che separa l'uomo dal Padre. “Io sono la via, la verità e la vita”; nessuno va al Padre se non passando attraverso il Figlio. Se riscopriamo il Figlio dentro di noi, riscopriamo il Padre, perché Essi sono una cosa sola, nessuno, ad eccezione del Figlio, conosce il Padre, e nessuno, ad eccezione del Padre, conosce il Figlio. Conoscere il Padre equivale a conoscere la vera natura dell'amore. Ciò significa vivere ancora una volta nella Gloria a noi destinata sin da prima della fondazione del mondo.

Così come un uomo e una donna s'innamorano e si uniscono producendo un seme, che rappresenta quell'indistruttibile unione tra loro, alla stessa maniera cresciamo nell'amore di Dio, producendo un seme che rappresenta la nostra inseparabile unità con il Padre. Quel seme è il Figlio di Dio, l'unico a vivere con la Gloria di Dio, per questo Gesù disse: “La Gloria che Mi hai dato, l'ho data a loro, che saranno una cosa sola, così come Io sono una cosa sola con la Tua Gloria”.

Nella formazione dell'uomo nel mondo materiale, privo della conoscenza del Padre, l'uomo non ha raggiunto la Gloria di Dio e ha perso la sua unione con il Dio vivente. Per cui, tutti glio uomini, con la caduta nella vanità, hanno perso la conoscenza della loro Gloria con l'unico vero Dio; ma dobbiamo ringraziarLo per la buona novella, che dice che gli uomini verranno tutti liberamente giustificati con la Grazia, attraverso la redenzione portata dalla luce confermata dall'apparizione di Cristo sulla scena.

Romani 3:23 poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, Romani 3:24 ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù.

PER CUI ASCOLTATE E COMPRENDETE IL LIBERO DONO DI DIO, ALL'INTERNO DI TUTTO CIO' CHE ABBIAMO PERSO CON LA CADUTA DI ADAMO.

La possibilità di condividere ancora una volta quell'amore, che sorpassa la conoscenza è a nostra disposizione, tramite la buona novella portata dalla Parola. Potremo di nuovo elevarci nell'alto dei Cieli, con i cuori colmi di canti di gioia, sapendo di ritrovarci di nuovo tra le eterne braccia dell'amore, che sorpassa la conoscenza. Questa è il posto ampio che ci condurrà al luogo in cui la nostra anima verrà esaltata, così che ogni senso di mancanza possa divenire soltanto un incubo appartenente al passato.

Giobbe 36:15 Dio libera gli afflitti mediante la loro afflizione e apre i loro orecchi mediante la sventura. Giobbe 36:16 Egli vuole sottrarre anche te dal morso dell'avversità, per portarti in un luogo ampio senza restrizione, con una tavola imbandita piena di cibi succulenti.

Il senso di mancanza corrisponde alla povertà di coscienza, che appartiene a tutti quelli che non vivono l'amore di Dio. Non ci si riferisce unicamente a quelli che si rivelano incapaci di radunare i beni materiali in Dio, ma a quelli che piuttosto, hanno una conoscenza limitata dell'amore del Padre. La mancanza di conoscenza produce paura, un complesso d'inferiorità e l'incapacità dell'uomo di manifestare l'amore, non conta quanto ci possa provare. Al contrario invece, chi è ricco della conoscenza divina, ed è interamente immerso nella conoscenza dell'amore del Padre, dimostra lo stesso modello di amore che esisteva prima ancora che il mondo fosse creato. Vivere nell'amore di Dio significa vivere nella benedizione di Genesi 1:26, in cui tutto è a nostra completa disposizione, per gioirne e goderne, e dove abbiamo il vero dominio su tutte le opere del Padre, a cominciare dalle nostre emozioni nel mondo esteriore.

Amare è donare, ma come si può farlo se si vive in povertà? Perciò, un uomo che vive in una sorta di povertà di coscienza, è l'unico a  non poter manifestare amore. Quelli che regnano in Cristo donano liberamente, perché vivono nell'abbondante conoscenza delle infinite ricchezze dell'amore e Gloria di Dio. Il modo più rapido di manifestare il vero amore, è riscoprire l'amore del Padre, così com'era ancor prima della creazione del mondo. Perciò, distacchiamoci umilmente dagli insegnamenti umani e dai sistemi religiosi, abbracciamo le parole che lo Spirito ci sta dicendo in questo momento.

Nella conoscenza dell'amore del Padre, sparisce ogni forma di timore ed incertezza, e vi troviamo riposo per le nostre anime, perché siamo in Lui, che è la fonte di tutte le cose. In Lui, ci ritroveremo in un nuovo sistema, in cui tutto agirà per il nostro bene, e finalmente porteremo ogni bestia sotto il nostro dominio, così che nulla potrà sottrarci la gioia, sia che si tratti della lingua degli uomini sia qualsiasi cosa appartenente a questo mondo materiale. E' un regno di PACE ed assoluta MERAVIGLIA.

Giobbe 5:19 In sei sventure egli ti libererà, sì, in sette il male non ti toccherà. Giobbe 5:20 In tempo di carestia ti scamperà dalla morte, in tempo di guerra dalla forza della spada. Giobbe 5:21 Sarai sottratto al flagello della lingua, non temerai quando verrà la distruzione. Giobbe 5:22 Riderai della distruzione e della carestia, e non avrai paura delle belve della terra; Giobbe 5:23 poiché avrai un patto con le pietre del suolo, e le bestie dei campi saranno in pace con te. Giobbe 5:24 Saprai che la tua tenda è al sicuro; visiterai i tuoi pascoli e troverai che nulla manca. Giobbe 5:25 Ti renderai conto che i tuoi discendenti sono numerosi, e i tuoi rampolli come l'erba dei campi. Giobbe 5:26 Scenderai nella tomba in età avanzata, come nella sua stagione si raduna un mucchio di covoni. Giobbe 5:27 Ecco ciò che abbiamo trovato; è così. Ascoltalo e fanne profitto».

Se stiamo cercando i Cieli o Paradiso di Dio, sapremo di certo che si trova soltanto nella cosciente conoscenza o realtà dell'amore del Padre, perché nella sua pienezza tutte le insicurezze, paure e preoccupazioni svaniranno, proprio come un brutto sogno. Vivere nel Suo amore significa che tutto è possibile, ed anche che tutto quello che chiediamo è nostro, perché siamo uniti con l'Onnipotente ed Onnipresente.

Come Gesù, nostro Signore si ritrovò nella povertà dello stato di uomo mortale sulla terra, tagliato fuori dalla conoscenza del Dio dell'amore, siamo tutti discesi e ci siamo ritrovati nella ragnatela dell'umanità e totale oscurità, dove la conoscenza del Padre è andata perduta. Ciò che differenziava Gesù da ogni altro uomo, era la Sua abilità di percepire la voce del Padre, che Gli rivelò che era Suo Figlio, considerando tale rivelazione la base della Sua Fede; era capace di sentire il Padre dire: “VIENI QUA DA ME”.  Inoltre, Gesù Si spostava e tornava al luogo da cui proveniva, facendo del bene ai fratelli che incontrava lungo il cammino.

Vado dal Padre” è una frase che spesso veniva utilizzata da Gesù: indica il Suo ritorno alla cosciente conoscenza dell'amore del Padre, prima ancora di ritrovarSi nell'orribile fossa dell'umanità. “Vado dal Padre” significa che doveva distaccarsi da quella conoscenza che aveva ottenuto nel regno delle tenebre, chiamato mondo. Doveva acquisire la consapevolezza di essere un uomo, Ebreo, e di essere stato generato da una donna, un indegno peccatore allontanato dal Dio vivente, ecc.

Giovanni 16:16 Fra poco non mi vedrete più; e un altro poco e mi vedrete, perché me ne vado al Padre». Giovanni 16:17 Allora alcuni dei suoi discepoli dissero fra di loro: «Che cosa è questo che egli ci dice: "Fra poco non mi vedrete più", e: "Un altro poco e mi vedrete" e: "Perché me ne vado al Padre"?».

Doveva confrontarsi contro i momenti peggiori della sua umana e carnale comprensione e desideri, e tutto ciò che è considerato in relazione agli esseri umani, ogni sfera: i membri della famiglia, i capi religiosi, la moralistica scuola di pensiero e tradizioni degli uomini mortali. Dovette confrontarsi con il dolore, con le meditazioni e petizioni religiose, in merito alle immutate promesse del Padre, di una perfetta fine di gioia e pace. Dovette anche esercitarsi nella piena devozione ed imparare la totale soggezione al Padre.

Ebrei 5:7 Nei giorni della sua carne, con grandi grida e lacrime, egli offrì preghiere e supplicazioni a colui che lo poteva salvare dalla morte, e fu esaudito a motivo del suo timore di Dio. Ebrei 5:8 Benché fosse Figlio, imparò l'ubbidienza dalle cose che soffrì, Ebrei 5:9 e, reso perfetto, divenne autore di salvezza eterna per tutti coloro che gli ubbidiscono, Ebrei 5:10 essendo da Dio proclamato sommo sacerdote, secondo l'ordine di Melchisedek,

Sapendo ciò, dovremmo essere scoraggiati e smettere di credere nel Padre, quando sostiene di volerci dare il Suo Regno, secondo la Sua volontà? Dovremmo essere scoraggiati e lasciare che un cuore inaridito prenda il sopravvento, quando l'inganno del peccato esploderà su tutto il corpo mortale? L'annunciatore della nostra Fede discese tra noi e provò la disperazione e la freddezza dell'umano stato mortale dell'esistenza. Avendo vissuto tutto ciò ed avendo conosciuto la sua debolezza, Egli resta eternamente eretto come un sommo sacerdote ed avvocato dinnanzi al Padre, e  ci incoraggia dicendoci di non arrenderci. Tutto ciò che dice è: “Obbedite, credendoMi quando dico vi ho amato di un amore eterno”; credeteci quando dice: “Non vi lascerò né vi abbandonerò”; credeteci quando dice: “Voi siete degli esseri belli e perfetti”; credeteci quando dice: “Io onorerò il Mio servitore”; credeteci quando dice: “I vostri peccati sono perdonati”.

Ebrei 13:5 Nel vostro comportamento non siate amanti del denaro e accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò».

Non importa quanto siamo elevati nella Gloria, non importa quanto bassa sia la considerazione di noi stessi; non dovremmo mai dimenticare il potere del sangue di Gesù, eterna garanzia della nostra rettitudine e giustificazione nella vita. E' la nostra Fede, nel suo eterno sacrificio a darci il potere di sovrastare il mondo, e farci unire ancora una volta e coscienziosamente all'amore, con la Gloria di Dio Padre.

1Giovanni 5:4 Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.

E' la nostra Fede nella Sua promessa a darci la vittoria, non è l'abilità di fare ciò che sentiamo ad essere giusta. La fede nel sangue di Gesù nostro Signore è la nostra protezione della rettitudine e l'unica cosa che possa catapultarci fino alla Gloria del Padre, che perdemmo. La Grazia nel sangue di Gesù è talmente preziosa che tutte le leggi ed i profeti lo stavano testimoniando. Non c'è affatto da meravigliarsi se Mosè ed Elia apparvero con Gesù, sul monte della trasfigurazione: si trattava infatti della loro testimonianza del fatto che Gesù fosse il fulcro dell'intera opera di Dio.

Romani 3:21 Ma ora, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, Romani 3:22 cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c'è distinzione;

Il sangue di Gesù è menzionato allegoricamente in:

            a) La celebrazione della Pasqua, quando il sangue di un agnello veniva posto sulle porte             delle abitazioni, per proteggere chi si trovava all'interno di esse. Tutto ciò che gli Israeliti dovevano fare era credere ed applicare il sangue, per ottenere così la salvezza.    Questo costituiva anche il  loro passaporto per la Terra Promessa.

            b) La remissione dei peccati degli Israeliti, tramite lo spargimento del sangue di animali             puri, dentro ed attorno al Tabernacolo di Mosè, e nei templi di Dio.

            c) I riti di purificazione dei lebbrosi ad opera dei sacerdoti.

            d) Il presunto sacrificio di Isacco sull'altare.

e) I sacrifici di animali puri per onorare Dio, da parte di Noè.

f) Profezie che rivelano che Dio sosterrà il peccato di molti, che giustificherà molti, ecc.

Nel nome della Fede nel sangue di Gesù, possiamo ancora una volta cominciare a dire: “ ABBA' PADRE”; naturalmente, potrebbe essere difficile inizialmente, potremmo balbettarlo o pronunciarlo male, ma se lo ripeteremo continuamente, giungerà il giorno in cui lo diremo forte e chiaro.

Dimenticate la vostra immediata condizione e focalizzatevi sulla voce del Signore, che invoca pietà verso di noi; saremo perdonati e liberamente giustificati, non lasciate che alcuna immagine diabolica vi separi da tale realtà.

Qualcuno teme di provarea camminare di nuovo, perché sono inciampati nei loro precedenti tentativi, ma Dio ci sta dicendo: “Ascoltate di nuovo la voce della verità proveniente dal trono della Grazia, e credete ancora una volta. Non temete o pensate al domani, ma accettate soltanto la Grazia nel sangue, ovunque siate e raggiungete le vette del Padre”.

E' giunto il momento di lasciarci alle spalle i nostri beni, ed arrampicarci sull'eterna Collina del Signore, seguendo l'Agnello fino al luogo in cui riascolteremo di nuovo la voce del Padre, dire: “QUESTO E' IL MIO FIGLIO PREDILETTO, NEL QUALE MI SONO COMPIACIUTO”. I tre discepoli, Giovanni, Giacomo e Pietro, provarono soltanto un'ombra della Gloria e presenza del Dio vivente, e non vollero mai tornare indietro; chiesero di costruire delle baracche e di restarvi, per vivere l'eterna meraviglia e calore. Essi ebbero un'allegorica vista del luogo dell'amore di Dio, prima della fondazione del mondo.

Lasciamo che tutti gli uomini vengano incitati a dire: “ECCOMI PADRE”.

Amen.

Trevor Eghagha & Emiemineni Amurun