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Daniele 10:2 In quel tempo, io Daniele feci cordoglio per tre settimane intere. Non mangiai cibo prelibato, non entrarono nella mia bocca né carne né vino e non mi unsi affatto, finché non furono passate tre intere settimane. 4 Il ventiquattresimo giorno del primo mese, mentre ero sulla sponda del gran fiume, che è il Tigri, 5 alzai gli occhi e guardai, ed ecco un uomo vestito di lino, con ai lombi, una cintura d'oro di Ufaz . 6 Il suo corpo era simile al topazio, la sua faccia aveva l'aspetto della folgore, i suoi occhi erano come torce fiammeggianti, le sue braccia e i suoi piedi parevano bronzo lucidato e il suono delle sue parole era come il rumore di una moltitudine. 7 Soltanto io, Daniele, vidi la visione, mentre gli uomini che erano con me non videro la visione, ma un gran terrore piombò su di loro e fuggirono a nascondersi.
Nel leggere, tenete bene in mente che lo scopo del ministero che il Signore ci ha affidato consiste puramente nel farci agire in quanto testimoni del vero perfetto modello celeste, che mostreremo agli uomini che si salveranno grazie ad esso. Tale modello si trova all'interno della progenie di Dio, che oggi chiamiamo Gesù Cristo. Sto attento a menzionare il tempo presente, in quanto dovete disporre di occhi che vi aiutino a discernere Cristo nello Spirito, non secondo un'identità derivata dall'uomo esteriore o targhetta. Se avrete una vera rivelazione di Cristo, saprete che è semplicemente il Dio vivente, che può manifestarSi in ogni forma, e può scegliere a seconda delle cose che Gli appartengono e che Gli sono gradite [Apocalisse 4:11]. La Buona Novella conosciuta come Parola, cerca soltanto di risvegliarci alla realtà in cui fummo originati, secondo quel perfetto modello celeste, restando parte integrante di esso.
In questo articolo, grazie allo Spirito, decodificheremo l'incontro di Daniele con un uomo del Cielo, e vedremo cosa Dio stava cercando di trasmetterci tramite tale incontro. Alcune delle cose che leggerete, potrebbero inizialmente disturbarvi, perché i concetti concepiti in una visione umana come Cristo, gli angeli, noi stessi, le preghiere, il digiuno, i potenti e i principati, la guerra spirituale, ecc.. saranno capovolti. Esaminare minuziosamente e pazientemente le parole secondo lo Spirito, vi mostreranno la luce, perché in essa troverete la vostra luce.
Confermando la molteplice ed inarrivabile saggezza e la consistenza della Parola di Dio, secoli prima che l'Apostolo Giovanni ebbe il celeste incontro con l'Alfa e l'Omega sull'isola di Patmos, come scritto nel Libro delle Rivelazioni, il profeta Daniele l'aveva già vista ed inserita nei suoi manoscritti. La parola -rivelazione- in greco significa “Apocalisse di Gesù”, riguarda lo svelamento, manifestazione, rivelazione, ecc... dell'invisibile ed incorruttibile Figlio di Dio, che è eterno. Non potrete mai sapere che Daniele ebbe questa stessa rivelazione, fino a quando avrete lo sguardo puntato su Gesù uomo. Dobbiamo crescere e svegliarci nella realtà del fatto che Egli è semplicemente, senza alcuna genealogia che Lo lega ad una nascita naturale. Ma se invece continueremo ad attribuirGli una forma visibile o un'entità concreta sulla terra, creeremo soltanto degli idoli immaginari nella nostra mente, che non potranno in alcun modo dare vita.
Al tempo di Daniele, la sua terra natale, Israele, che era considerato l'epitome della perfezione e gioia per tutte le nazioni della terra, era ridotto in macerie ed i suoi abitanti dispersi per le altre nazioni senza trovarne una propria. Osservando la desolazione d'Israele, Daniele decise di intercedere per essa, attraverso preghiere e suppliche e Dio; cercò di chiedere per la fine, quando Israele sarebbe stata riportata al suo paese originale, così come profetizzato dagli antichi profeti (Daniele 9). Allo stesso modo in cui gli antichi profeti predissero calamità, distruzione e la dispersione di Israele, profetizzarono anche il glorioso ritorno degli Israeliti alla Terra Promessa, che non sarebbe più stata distrutta. Come sappiamo, Israele fu brutalmente saccheggiata e separata dalla Terra Promessa, a causa della rottura del patto con Dio, e non prestò ascolto alle voci dei profeti che Dio aveva inviato, per avvertirli dell'imminente rovina.
Geremia 25:4 L'Eterno vi ha pure mandato tutti i suoi servi, i profeti con urgenza ed insistenza, ma voi non avete ascoltato né prestato l'orecchio per ascoltare…………………………………………………..……… 9 ecco, io manderò a prendere tutte le nazioni del nord», dice l'Eterno, «e Nebukadnetsar re di Babilonia, mio servo, e le farò venire contro questo paese e contro i suoi abitanti e contro tutte le nazioni all'intorno e li voterò allo sterminio e li renderò un oggetto di stupore, uno scherno e una desolazione perpetua. 10 Farò cessare in mezzo a loro le grida di gioia e le grida di allegrezza, la voce dello sposo e la voce della sposa, il rumore della macina e la luce della lampada. 11 Tutto questo paese diventerà una desolazione e un oggetto di stupore e queste nazioni serviranno il re di Babilonia per settant'anni».
Ad ogni modo, Daniele sapeva attraverso i libri dei profeti, che Dio aveva promesso una fine gloriosa al Suo popolo, disperso tra le nazioni (Geremia 29:10-14). Dopo 70 anni di desolazioni e tribolazioni vagando tra le nazioni, Dio promise che lo avrebbe ricondotto alla sua terra, dalla quale non si sarebbero più allontanato, avendo promesso che avrebbe scritto le Sue leggi nel suo cuore e avrebbe a tutti loro donato il Suo Spirito, in modo da impedir loro di trasgredire di nuovo contro di Lui [Geremia 31:33-37], [Ezechiele 36].
Mentre Daniele cercava il volto di Dio, la sua mente era posta sul glorioso ritorno degli Ebrei al luogo che spettava loro per eredità. Attendendo Dio, ebbe una serie di visioni che rivelavano eventi inerenti la fine e la restaurazione di Israele. Alcuni sostengono che la restaurazione di Israele risale ai giorni di Zerobabele; altri invece, dicono che ai è realizzata tramite la risoluzione delle Nazioni Unite. Molte persone oggi credono che in Medio Oriente accadrà qualcosa, ma si sbagliano enormemente. Ascoltate se avete orecchie, non avverrà niente in Medio Oriente, ma anche se qualcosa si verificasse, non avrebbe nulla a che fare con il raduno del popolo di Dio nella sua gloriosa terra. Di generazione in generazione, fino a quando le persone aspetteranno dei segni, un popolo entrerà sempre inosservato agli occhi del mondo esteriore.
Stiamo così scoprendo che le antiche profezie in merito alla restaurazione di Israele, sono soltanto delle ombre di quell'eterna opera che Dio sta svolgendo oggi nel Suo popolo. Daniele e molti altri, non sapeva che ciò che vedeva erano solo delle semplici parabole e indicatori dell'eterno piano di Dio, di redimere il Suo popolo tra le varie nazioni, in cui desiderammo trovarci con la trasgressione adamitica. Per quanto ne sappiamo, la Sua buona volontà è di riunirci dalle nazioni, in un unico popolo in Cristo, progenie di Dio. Ecco perché ascoltiamo la tromba oggi, perché Dio sta risvegliando il Suo popolo, allo scopo di portarlo nel Suo eterno Regno (la Nuova Gerusalemme), in cui trovare la vera bellezza e Gloria del Dio vivente.
Isaia 27:13 In quel giorno avverrà che suonerà la grande tromba e gli sperduti nel paese di Assiria e i dispersi nel paese d'Egitto verranno e adoreranno l'Eterno sul monte santo, in Gerusalemme.
Vedete, dal punto di vista di Dio, il Suo popolo, il Suo Regno o Città Giardino non sono un pezzo di terra che si trova in Medio Oriente, piuttosto si trova nel Suo eterno e celestiale Regno, altrimenti conosciuto come la santa Gerusalemme, o il Giardino o Paradiso di Dio. Oggi è questo che Dio ci sta rivelando. Tutti siamo nati in quella Città celeste, ma poi siamo discesi in quella che sappiamo essere la trasgressione adamitica. Quest'ultima consiste nella conformazione dall'incorruttibile natura celeste di Dio, a ciò che è corruttibile e terreno. Fino a quando l'uomo andrà avanti su questa via, trasgredirà contro Dio e perderà la sua eredità all'interno dell'eterna Città di luce. E' proprio così che eravamo quando camminavamo in quanto esseri terreni (le nazioni), agendo secondo la vanità delle proprie menti [Efesini 4:17-19]. Dio, nella Sua misericordia, cerca di riunirci di nuovo tra i gentili, facendoci ritornare al Suo eterno Regno celeste, in cui potremo vivere di nuovo nella totalità della Sua Gloria. Tutto ciò si compì nel Suo popolo, gli Ebrei nello Spirito, non nella carne, perciò, se ponete la vostra attenzione nei riguardi di una sorta di nazione fisica, fareste meglio a sedervi e ad ascoltare le parole dello Spirito. Dobbiamo risvegliarci dal regno delle parabole, e cominciare a vedere la verità così com'è concepita nella mente di Dio.
VISIONE DELLA FINE
Tutte le visioni di Daniele riguardavano la fine, e questo è il motivo per il quale Gesù lo citò, quando parlava dei segni della fine in Matteo 24.
Matteo 24:14 E questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo in testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine». Matteo 24:15 «Quando dunque avrete visto l'abominazione della desolazione, predetta dal profeta Daniele, posta nel luogo santo (chi legge intenda), Matteo 24:16 allora coloro che sono nella Giudea fuggano ai monti.
A questo punto, qualcuno potrebbe chiedersi quale sia la fine di cui parlava Gesù. Essa si riferisce ai Suoi Discepoli, non al mondo. Se studiaste Matteo 24 in maniera approfondita, sapreste che Gesù si riferiva ai Discepoli che ascoltavano la Sua voce, che si sarebbero riuniti in Lui nel Regno di Dio, nella Città in cima alla collina. Ora sappiamo che le parole di Gesù, essendo voce dello Spirito, sono le stesse per tutta l'eternità, a significare che sono ancora applicabili a quelli che oggi ascoltano la voce dello Spirito. Perciò non lasciatevi ingannare dal fatto di credere che la fine si riferisca ad un evento del passato o del futuro, ma si applicare a coloro i quali si stanno risvegliando in Cristo, unendosi a Lui ORA! La fine è la realizzazione del lavoro di redenzione di Dio nelle nostre vite individuali, il che, come sappiamo, non consiste altro che nel ritrovarci perfetti in Cristo, Figlio di Dio.
La fine giunge dopo che la Parola è stata predicata, e ricevuta con gratitudine da quelli che stanno per essere salvati. Quel era la Parola a cui Gesù si riferiva? E' il messaggio proveniente dall'Alto, che rivela il mistero di Cristo, l'immagine e Gloria di Dio dentro di noi [2 Corinzi 4:4, Colossesi 1:25-27]. Quando riceverete la luce della Parola del Regno di Dio interiore, l'abominazione della desolazione che si trova nel Santuario sarà esposto e noi lo edremo (Lo conosceremo o identificheremo). Tale abominazione è l'immagine bestiale dell'uomo mortale, che abbiamo portato grazie alla nostra ignoranza. E' l'uomo del peccato che occupa il Tempio di Dio (il Santuario), proprio come se fosse Dio, ma dev'essere scacciato dall'illuminazione della rivelazione di Cristo, mediante l'evangelo dall'Alto [2 Tessalonicesi 2:3-4 ].
Nessuno ci sta facendo qualcosa; soffriamo a causa della vita trascorsa nell'ignoranza del nostro vero io. Quando la luce splenderà, inizierete a realizzare che il vostro problema consiste nel fatto di porre la vostra identità carnale nell'ignoranza, e fino a quando continueremo a vivere in tale carnalità perderemo le infinite benedizioni spirituali, a noi destinate sin dalla fondazione del mondo. Se un uomo vede la luce e ritorna alla verità, vivendo secondo l'uomo spirituale di Dio del Paradiso, che nasce perfetto ad immagine di Dio, riscoprirà di nuovo che ogni cosa è stata creata decisamente per il Suo piacere [Colossesi 3:9-10].
Nel momento in cui la nostra mente sarà illuminata, riconosceremo la futilità del fiero e illegale uomo della carne. Quando lo vedremo, dovremo fuggire verso le alte montagne di Sion, in cui si trova il Regno di Dio. Fuggiremo dall'abominazione della nostra identità terrena, ascendendo con lo Spirito della verità, di nuovo nell'immagine di Cristo che avevamo in principio. Dobbiamo dunque lasciarci alle spalle la corrotta immagine terrena e abbracciare quella celeste [1 Corinzi 15:49].
Lo Spirito dice: “Ascendete alle spirituali vette di Dio, affinché ogni ombra che ha oscurato la vostra comprensione della vostra natura celeste svanisca” [Salomone 2:17, Salomone 4:6]. Dove si riuniscono le aquile (la cima della montagna), si trova il celeste corpo di Cristo.
Matteo 24:28 Poiché dovunque sarà il carname, lì si aduneranno le aquile».
Come le ombre svaniranno, la stella del mattino nascerà nei nostri cuori e la bellezza del creato di Dio dentro ed al di fuori di noi si svelerà dinnanzi ai nostri occhi. Questa è la famosa luce che si sposta da levante fino ad ponente; è il movimento del sole (la stella del mattino), che lascia la sua camera nascosta per sorgere in noi.
Matteo 24:27 Infatti, come il lampo esce da levante e sfolgora fino a ponente, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo.
Quando questo avverrà negli eletti, la morte non ci sarà ed i suoi frutti del dolore, paura ed ansia svaniranno ed al loro posto giungeranno vita, sicurezza eterna, abbondanza, infinita gioia ed allegria. In questo consiste la fine, per quelli che conoscono la verità.
Essa giungerà quando avremo consapevolmente riscoperto noi stessi in Cristo, che eredita il Regno di Dio. Quel giorno, l'uomo si sveglierà consapevole di essere in Lui, è Lui in noi, e siamo i Dio Padre [Giovanni 14:20]. Perciò, vedete, la fine non ha nulla a che fare con i racconti che ascoltiamo dai pulpiti, o da altre fonti oggi; è un evento che si verifica dentro quelli che si stanno consapevolmente radunando al di fuori delle tenebre esteriori, passando cioè dalle identità mortali e sistema di questo mondo, a Cristo l'immagine di Dio.
DANIELE NELLA PREGHIERA E DIGIUNO
Mentre Daniele si umiliò con preghiere e digiunando, la sua mente era occupata da un solo pensiero, il ritorno di Israele nella propria terra. Quando oggi preghiamo, cosa ci spinge a farlo? Una volta, Gesù ci disse come pregare [Matteo 6:7-13]. Si trattava di una semplice preghiera, focalizzata sulla realizzazione del Regno interiore (Venga il tua Regno), perché comprese che ciò di cui abbiamo davvero bisogno, per assicurarci pace e prosperità è proprio la realizzazione del Regno di Dio interiore.
Secondo le necessità di questo mondo terreno cui apparteniamo, in quanto mortali uomini della carne, non sappiamo affatto per cosa davvero pregare. Un uomo è programmato per pensare di aver bisogno di denaro, un uomo o donna da sposare, una buona famiglia, un buon lavoro, una buona salute, denaro extra ed investimenti per assicurarsi la propria vecchiaia, e molte altre cose ancora, ma in realtà si sbaglia enormemente. Le cose a cui l'uomo li aggrappa in questo mondo, come una sorta di copertura o sicurezza, evaporano purtroppo con il tempo; la pensione ed i risparmi possono svanire in un attimo; la salute può deludere quando meno ve lo aspettate, i vostri cari in cui avete riposto fiducia e speranza possono porsi contro di voi, e assistiamo a ciò tante volte, ed è il motivo per il quale le persone hanno il cuore spezzato e diventano miserabili. Queste cose in cui gli uomini sperano non hanno valore eterno. Ciò di cui abbiamo bisogno è il Regno ed il potere in esso contenuto, abbiamo bisogno soltanto di questo a cui dobbiamo aggrapparci per tutta l'eternità. Dobbiamo crescere ed imparare a credere che il nostro Dio e Padre veglia sempre su di noi, e che dobbiamo sempre focalizzare il nostro sguardo sullo Spirito, alla destra di Dio, dove è situato il trono di Cristo.
Questo potrebbe sembrare alquanto strano, ma fareste meglio a crederci: il potere di Dio è abbastanza grande da sostenere i Suoi figli in tutte le cose. Tale era l'originale disegno del principio, non di certo le lotte tra gli uomini per la sopravvivenza, come avviene per le nazioni che non conoscono il potere di Dio. Quando Adamo regnava nella Gloria nell'Eden, non aveva alcun pensiero rivolto al futuro, non aveva le tipiche ansie che proviamo oggi noi uomini, perché si trovava nella totale conoscenza del potere di Dio. Si trattava dello stesso potere che coprì Gesù, Lo nutrì, moltiplicò i pani per sfamare le moltitudini, pagò le Sue tasse, provvedete al Suo trasporto, fece sì che fosse in pace nel bel mezzo del mare in tempesta, Lo mantenne salvo ed intoccabile sino al giorno della crocifissione. Perciò, il nostro compito consiste nel cercare diligentemente il Regno ed il suo potere, e custodirlo sapendo che ogni altra cosa sarà poi aggiunta.
Quelli che cercano il Regno di Dio, cercano anche di fare la Sua volontà, in quanto soltanto chi la farà potrà conoscere la fioritura del Suo Regno e potere interiore [(sia fatta la tua volontà....) Matteo 7:21]. Qual è la volontà di Dio? Dio vuole che viviamo secondo il nostro vero modello celeste del principio, conservandolo per tutta l'eternità. Come sappiamo, Cristo è la verità, è la vera creatura conosciuta di Dio, pertanto la volontà di Dio si conforma a Cristo lo Spirito. Innanzitutto, dobbiamo riconoscerLo e poi conformarci a quella celestiale immagine nella Fede, tramite la meditazione, le preghiere ed il digiuno.
Oggi preghiamo e digiuniamo, esercitandoci nel mistero della devozione, che ci viene rivelato oggi dal Cielo. La vera preghiera ed il digiuno consistono nell'astensione dalla carne (atteggiamento mentale carnale) e camminare nello Spirito (atteggiamento mentale spirituale) nella Fede: questo è il digiuno che Dio accetta [Isaia 58]. Tutto consiste nell'esercitarci nella devozione, mentre attendiamo la venuta o lo svelamento del Regno di Dio, e l'onnipotente potere di Dio dentro di noi. Esercitarsi nel mistero della devozione riguarda il cambiamento del nostro atteggiamento mentale, cominciando a diffondere la Sua Parola e fare la Sua volontà.
Mentre si umiliava e camminava sobriamente dinnanzi a Dio, digiunando e pregando, Daniele visitò il fiume Hiddekel [Daniele 10:4-7]. Mentre si trovava lì, vide un uomo che indossava una veste di lino, con un corpo quasi come una trasparente e preziosa gemma; portava una cintura fatta d'oro puro, aveva gli occhi che bruciavano come lampade infuocate, le braccia ed i piedi lucidi come ottone, e la voce suonava come quella di una moltitudine. L'apparizione dell'uomo fu così terribile e gloriosa al tempo stesso, che quelli che si trovavano in riva al fiume fuggirono via.
Ciò che Daniele vide, è la stessa cosa che ogni uomo determinato a umiliarsi dinnanzi al volto del Dio vivente, e che riceve la comprensione dall'Alto, vedrà questo grande giorno [Daniele 10:12].
Daniele 10:12 Egli allora mi disse: «Non temere, Daniele, perché dal primo giorno che ti mettesti in cuore di intendere e di umiliarti davanti al tuo DIO, le tue parole sono state ascoltate e io sono venuto in risposta alle tue parole.
L'UOMO CELESTE DAL PARADISO
Sotto un profilo allegorico, ciò che lo Spirito stava cercando di dimostrare era che, nell'attesa del Signore, Daniele fu capace di raggiungere la riva opposta del fiume, per contattare quell'uomo celeste proveniente dall'Eden. Ricordate che il fiume Hiddekel ( il fiume Tigri) è uno dei quattro fiumi dell'Eden, il quale rappresenta come sappiamo, il Regno di Dio ed il Paradiso [Genesi 2:10]. Nella caduta (trasgressione), l'uomo si trova sulla riva opposta del fiume, disperso tra le nazioni della terra. Oggi, quelli che hanno la vera visione del Regno, cercano di connettersi con quell'uomo celeste che vive soltanto nel Paradiso di Dio.
Quell'uomo è l'unico che oggi chiamiamo il Signore Gesù Cristo; rappresenta l'immagine dell'invisibile Dio vivente, che Gesù stava cercando di rivelare al mondo, così che attraverso di Lui tutti gli uomini potessero essere salvati. E' l'Alfa e l'Omega, la splendente stella del mattino, l'Onnipotente, che è stato, è e sarà [Apocalisse 22:13, Apocalisse 22:16]. Egli è la nostra immensa ricompensa [Genesi 15:1], e la risposta alle preghiere dei Santi e di tutti gli uomini, perciò apparirà di nuovo dinnanzi a quelli che Lo cercano sinceramente.
Ebrei 9:28 così anche Cristo, dopo essere stato offerto una sola volta per prendere su di sé i peccati di molti, apparirà una seconda volta senza peccato a coloro che lo aspettano per la salvezza.
Meditate sulle parole di Gesù: “ Sono venuto così che possiate avere vita in abbondanza”; “perché Io sono la via, la verità e la vita”. Tali parole possono essere combinate con quelle dell'uomo del Paradiso, che disse a Daniele: “Sono venuto per le tue parole”[Daniele 10:12]. Quando cerchiamo il Signore nella verità, la nostra ricompensa è realizzare La venuta del Cristo in n noi, così che ci troviamo ovunque si trova Lui, dato che siamo Lui.
La Sua venuta o apparizione avviene segretamente, in coloro i quali conoscono questo segreto e lo custodiscono gelosamente. Ogni uomo dovrebbe volgere gli occhi alle infinite colline in preghiere e speranze, in attesa di un'indicibile misericordia del Signore, che conduce alla salvezza. Se riuscirete a comprendere il significato di questa meravigliosa speranza, come Paolo, la vostra preghiera sarà: “che io possa trovarmi in Lui” [Filippesi 3:8-9]; come Pietro, direte: “Che possiamo trovarci in Lui nella pace, senza peccati ed innocenti” [2 Pietro 3:14]. Egli rappresenta la salvezza di Dio per tutti gli uomini, perché in Lui giace la totalità di tutto ciò che è ed ha Dio [Colossesi 2:9-10].
Questa è la stessa immagine di quell'incorruttibile ed invisibile Figlio di Dio, che Gesù rivelò al Suo numeroso e fedele gruppo di discepoli, quando salì in cima al monte e Si trasfigurò dinnanzi a loro. Ed è anche la stessa immagine che l'Apostolo Giovanni vide quando si trovava nell'isolamento sull'isola di Patmos, restando dinnanzi all'Alfa e l'Omega. Una cosa che noterete in merito a tali eventi, è che erano sempre nascosti agli occhi delle moltitudini che vivevano secondo le cose terrene. Se vedrete il Dio vivente, dovrete allontanarvi molto dalle molte voci che si contraddicono nel mondo di quaggiù, per vivere nella quiete; è un luogo d'isolamento, per quelli che scelgono di digiunare lontano dal mondo, per guadagnare così Cristo.
Ma esaminiamo le impressionanti similitudini che esistono in queste tre manifestazioni di Cristo, l'uomo celeste, nella tabella sottostante.
RACCONTO DI DANIELE
Daniele 10:5-7 |
REVELATIONS ACCOUNT
Revelations 1:11-16 |
RACCONTO DELLA TRASFIGURAZIONE
Matteo 17:1-5 |
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Indossava una veste di lino, |
Indossava una veste che Gli arrivava ai piedi, |
La Sua veste era bianca come la luce, |
Il Suo volto era illuminato come la folgore |
Il Suo aspetto era come il sole che splendeva sulla Sua forza, |
Il Suo volto splendeva come il sole |
I Suoi lombi erano agghindati con puro oro e topazio |
Ed era cinto sul petto da una cintura dorata |
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I Suoi occhi bruciavano come lampade infuocate |
I Suoi occhi sembravano fiamme |
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Le Sue braccia ed i piedi erano lucidi come ottone |
I Suoi piedi erano lucidi come ottone, quasi come se bruciassero in una fornace |
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La voce suonava come quella di una moltitudine |
La Sua voce sembrava il suono dello scorrere di molte acque |
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Anche il Suo corpo splendeva come una gemma |
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Ciò che Daniele stava vedendo era la nostra pura, individuale, collaborativa ed immacolata immagine nell'Eden, risalente a prima della fondazione del mondo. L'espressione “prima della fondazione e del mondo” ed il termine “principio” si riferiscono semplicemente al vero perfetto stato in cui eravamo, prima della caduta nella mortalità. Rammentate le parole di Gesù. “Siete con Me dal principio (in Me) (dall'origine, in verità)” [Giovanni 15:27]. Quando Gesù formulò queste parole, si riferiva alla Sua capacità di uomo celeste, rivolgendosi ai discepoli, che erano stati trasportati fuori dal mondo per unirsi con Lui, diventando una cosa sola, sulla Sua Collina Santa.
Ricordate la parabola della grande separazione alla fine del mondo? Gesù dice che i giusti splenderanno come il sole, nel Regno di loro Padre [Matteo 13:36-43]. Quando le erbacce, che rappresentano il velo della carne, saranno estirpate e distrutte nell'uomo grazie alla rivelazione della verità (fuoco), l'immagine di Cristo, nel Suo splendore si svelerà in Lui, esattamente nel modo in cui Daniele la vide apparire nell'uomo celeste. La splendente luce del sole è la pura immacolata immagine di luce di Cristo, che si svela dentro di noi mentre il mondo e le tenebre si passa.
Quando Daniele vide l'uomo celeste, gli sembrò che la Sua voce fosse quella di una moltitudine; altre versioni del medesimo evento, la descrivono come il rumore prodotto da una grande folla; in seguito, Giovanni la descrisse come il rumore prodotto dallo scorrere di molte acque, che rappresentano le moltitudini, le nazioni e le lingue, radunate tutte in Cristo [Apocalisse 17:15]. La moltitudine rappresenta il corpo di Cristo, composto da varie membra, e consiste nei redenti e perfetti Spiriti degli uomini, nell'unità della Fede in Cristo. E' l'unico spirituale corpo celeste composto da varie membra, che si uniscono divinamente e perfettamente a comporre un'unica entità, in un modo inimmaginabile per l'uomo.
1Corinzi 12:14 Infatti anche il corpo non è un sol membro, ma molte.
Questa perfetta unione si verifica soltanto in quelli che si sono convertiti a quell'immagine spirituale dell'uomo; diventano uno Spirito con Lui [1 Corinzi 6:17]. Non è possibile parlare di un accordo con quelli che vivono secondo la carne, più cercano di farlo e più si dividono, diventando come la confusione di Babilonia. Lo Spirito stava tentando di comunicare questa perfetta unione celeste attraverso il salmista, che dice: “Com'è bello quando i fratelli dimorano nell'unità”.
Salmi 133:1 [Canto dei pellegrinaggi. Di Davide.] Ecco, quanto è buono e quanto è piacevole, che i fratelli dimorino assieme nell'unità! Salmi 133:2 È come l'olio prezioso sparso sul capo, che scende sulla barba di Aaronne, che scende fino all'orlo delle sue vesti. Salmi 133:3 È come la rugiada dell'Hermon, che scende sui monti di Sion, perché è là che l'Eterno ha posto la benedizione, la vita in eterno.
Se vogliamo davvero accedere al Regno di Dio, dobbiamo essere consapevoli della nostra unione celeste con gli altri, perché siamo membra gli uni degli altri, siamo una cosa sola. Noi formiamo il corpo dell'invisibile ed incorruttibile Figlio di Dio, in cui risiede la pienezza di Dio. Nell'ultimo capitolo del Libro di Daniele, quando gli fu detto che “rialzerai per ricevere la tua parte di eredità alla fine dei giorni”, si riferiva al fatto che avrebbe uniti con gli altri fratelli che si erano risvegliati dalla polvere, riscoprendosi tra gli innumerevoli Spiriti perfetti, che caratterizzano l'uomo celeste.
Daniele 12:13 Ma tu va' pure alla tua fine; ti riposerai e poi ti rialzerai per ricevere la tua parte di eredità alla fine dei giorni».
LA NOSTRA PARTE DI EREDITA’ E’ NELL’UOMO CELESTE DI DIO, CIOE’ CRISTO. FUORI DA LUI NESSUNO PUO’ VEDERE LA VERA VITA.
Se aprirete i vostri occhi spirituali, vi vedrete tra quella moltitudine, parlando in unità con la sola voce dell'uomo celeste. Fratelli, lasciate crescere la cosciente conoscenza del vero uomo interiore (Cristo), lasciate che la gentilezza e l'amore fraterno crescano attraverso questa sacra rivelazione di Cristo dal Cielo, ed in questo modo il passaggio che ci ricondurrà verso il Regno di Dio, si aprirà a noi [2Pietro 1:2-11]. Questa è l'unità e lo scopo della Fede di cui Paolo spesso scrisse, nelle sue lettere ai fratelli.
La potenza della resurrezione (risveglio) sta oggi agendo nei Santi, spostandoli dalla mortalità (ignoranza) della loro falsa e mortale immagine, facendo loro vedere la medesima immagine che Daniele vide sulla riva del Tigri. Quella è la nostra immagine del principio (la prima), e quella che avremo alla fine (l'ultima), quando la morte non esisterà più. Per questo Egli dice: “Io sono il primo e l'ultimo” [Rivelazione 22:13]. Ed ancora: “ i primi saranno gli ultimi, e gli ultimi saranno i primi” [Matteo 19:30]. Sì, una volta eravamo morti nell'ignoranza delle nazioni terrene, quando indossavamo l'immagine bestiale dell'uomo della polvere, ma è giunta l'ora di indossare la nostra vera immagine celeste di Cristo e vivere. Per questo, disse: “Ero morto, ma ora vivrò per sempre”.
Apocalisse 1:18 e il vivente; io fui morto, ma ecco sono vivente per i secoli dei secoli, amen; e ho le chiavi della morte e dell'Ades.
Quelli che riscopriranno il loro stato originario nell'Eden e continueranno a vivere nella verità, avranno la vita eterna, non conosceranno più la morte, perciò Gesù dice che quelli che saranno lì (nell'Eden, in Cristo), non incontreranno la morte [Matteo 16:28].
RIOTTENERE IL NOSTRO STATO NELL'EDEN
Se ciascun uomo è in grado di percepire la bellezza, la maestosità e la Gloria della sua immagine nella vera creatura di Dio, che è anche il principio della creazione di Dio, allora vuol dire che comprenderà quanto sia miserevole, orribile, cieco, povero e nudo, nell'umanità.
Apocalisse 3:14 «E all'angelo della chiesa in Laodicea scrivi: queste cose dice l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio. ……………………………………………………………………………………
Apocalisse 3:17 Poiché tu dici: "Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla"; e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo.
Il dio di questo mondo in cui ci identificheremo presto, ha velato la nostra vista interiore della comprensione, attenuando così il fuoco della pura celestiale conoscenza dei nostri occhi, in modo da farci vivere in relazione alla vanità, facendoci soffrire di conseguenza la tribolazione e la povertà spirituale. Nell'inganno, fummo anche privati della nostra copertura spirituale, patendo per la totale perdita della consapevolezza della nostra bontà e perfezione dinnanzi al Padre. Tutto ciò serve a descrivere il modo pietoso in cui siamo discesi nell'abisso adamitico, perdendo pienamente consapevolezza di noi stessi e del Paradiso di Dio.
Le opere del nostro Spirito interiore ci ricondurranno a quell'immagine celeste, ed è il motivo per il quale ora ci sta dando tale illuminazione. Vuole ungere i nostri occhi con lo Spirito Santo, riportando le lampade infuocate, così che possiamo vedere di nuovo all'interno del Suo vasto Regno spirituale, liberandoci dai miserabili elementi di quest'epoca materiale (Apocalisse3:18). Questo è quanto Gesù stava cercando di dimostrare guarendo il cieco, portandolo fuori dalla città e gli unse gli occhi con la Sua saliva [Marco 8:22-25]. La saliva rappresenta la verità che nasce dalla profondità di Dio, che ripristina la nostra vista spirituale. All'inizio, quando gli occhi dell'uomo erano aperti, Dio vedeva gli uomini come degli alberi, perché Egli stava dimostrando che erano ben puntati sul Reame dell'Eden, dimora degli alberi della vita. E' da notare che Gesù dovette portare l'uomo al di fuori della città, per operare il Proprio miracolo. Dio ordinò divinamente ciò, per dimostrare che la verità non si può trovare all'interno dei sistemi creati dagli uomini, o in quelli religiosi; potrete trovare la verità e la guarigione soltanto se lascerete che lo Spirito vi guidi fino alla quiete. Come ho scritto poc'anzi, tale guarigione avviene con l'isolamento di tutti quelli che cammineranno con Fede unicamente nello Spirito.
L'Eden, il Regno della presenza di Dio, non ci ha mai lasciato; è sempre presente fuori e dentro di noi. E' l'oscura comprensione della vista interiore dell'uomo a nascondere il Regno, agli occhi spirituali dell'uomo. Gesù dicembre: “Se la luce dentro di voi è tenebra, allora quanto è grande questa tenebra”; vedere e vivere in relazione con ciò che è naturale equivale alle tenebre; vedere con gli occhi dello Spirito equivale alla luce. Gli occhi dell'uomo mortale non hanno né potranno mai posarsi sul presente e fiorente Regno dell'Eden, ma grazie all'interiore unzione dello Spirito di Dio potremo conoscere coscientemente l'Eden e tutto ciò che ci vengono liberamente donate dal Padre, per la nostra gioia.
1Corinzi 2:9 Ma come sta scritto: «Le cose che occhio non ha visto e che orecchio non ha udito e che non sono salite in cuor d'uomo, sono quelle che Dio ha preparato per quelli che lo amano». 10 Dio però le ha rivelate a noi per mezzo del suo Spirito, perché lo Spirito investiga ogni cosa, anche le profondità di Dio. 11 Chi tra gli uomini, infatti, conosce le cose dell'uomo, se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Così pure nessuno conosce le cose di Dio, se non lo Spirito di Dio. 12 Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, affinché conosciamo le cose che ci sono state donate da Dio.
Quando finalmente la nostra vista spirituale sarà ripristinata, così come descritto nell'uomo del Paradiso, con occhi illuminati come lampade ardenti, il potere della lussuria e del peccato sarà annullato, e potremo di nuovo camminare nella libertà del Figlio di Dio. Paolo definisce ciò come la gloriosa libertà del Figlio(i) di Dio.
La consapevolezza spirituale dell'io, chiamata anche la consapevolezza di Cristo, viene ripristinata. Questa è la veste di lino indossata dall'uomo celeste, che rappresenta la veste della Gloria di Dio. Si tratta della stessa veste, persa dall'uomo durante la caduta adamitica. Con la perdita della veste della Gloria, il Figlio di Dio, venne la consapevolezza del peccato, colpa, paura, diminuzione della Fede e conseguente bando dalla presenza di Dio. Lo Spirito intende riportarci quella veste e fare in modo di farci camminare di nuovo immacolati e senza colpa, con baldanza dinnanzi al volto del Padre.
Apocalisse 3:18 Ti consiglio di comperare da me dell'oro affinato col fuoco per arricchirti, e delle vesti bianche per coprirti e non far apparire così la vergogna della tua nudità, e di ungerti gli occhi con del collirio, affinché tu veda. Apocalisse 3:19 Io riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti.
Quando tutto questo avverrà nei Suoi eletti, allora la potenza dell'Alfa e l'Omega che ha creato e sostenuto l'universo sarà di nuovo a nostra disposizione, in quanto saremo seduti accanto a Lui sul trono, così com'era stato predisposto al principio [Apocalisse 3:21].
Apocalisse 3:20 Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me.Apocalisse 3:21 A chi vince concederò di sedere con me sul mio trono, come anch'io ho vinto e mi sono posto a sedere col Padre mio sul suo trono.
Apocalisse 3:22 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese».
Tutto ciò che ai Santi è stato chiesto di fare è entrare in una intima ed interiore unione con il Padre. Mentre ceniamo pazientemente con la Parola della verità, avviene la trasformazione di cui c'era grande bisogno e nasce un nuovo Reame.
RESISTENZA DEL PRINCIPE DI PERSIA
Da quanto abbiamo letto finora, è chiaro che l'apparizione dell'uomo celeste riguarda ampiamente l'apparizione di Cristo, che doveva essere glorificato nei Santi. Questo vuol dire che la Sua venuta avviene dentro di noi, è lo svelamento della nostra vera creatura di Dio interiore.
C'è qualcosa di davvero scioccante che vorrei condividere con voi, in merito alla resistenza che l'uomo celeste dovette affrontare per 21 giorni, prima di raggiungere Daniele.
Daniele 10:12 Egli allora mi disse: «Non temere, Daniele, perché dal primo giorno che ti mettesti in cuore di intendere e di umiliarti davanti al tuo DIO, le tue parole sono state ascoltate e io sono venuto in risposta alle tue parole.
Daniele 10:13 Ma il principe del regno di Persia mi ha resistito ventun giorni; però ecco, Mikael, uno dei primi principi, mi è venuto in aiuto, perché ero rimasto là con il re di Persia.
L'uomo celeste raccontava che nel momento in cui Daniele si stava umiliando con le preghiere, cercando il volto di Dio, Egli stava velocemente recandosi da lui, ma non ci riuscì immediatamente, perché dovette affrontare la dura resistenza del principe di Persia.
Quando si leggono le Scritture tramite la comprensione umana, si crea una falsa impressione che questi siano riferimenti ai demoni nel reame dello Spirito, che allontanano le vostre preghiere da Dio. Alcuni fratelli hanno piena convinzione del fatto che ogni paese o città abbia il suo principato e potere nello Spirito, e perciò dobbiamo lottare contro tali principi spirituali, per conquistare i territori che ci condurranno a Cristo. Nei paesi del Terzo Mondo, molti fratelli credono tradizionalmente nei dei invisibili e territoriali che devono essere conquistati e sconfitti per ottenere la vittoria di cui Cristo intende per noi. Ho visto gruppi chiamati guerrieri preghiere pregando e gridando per lungo tempo, probabilmente per una notte intera, credendo di stare lottando contro i principati nello Spirito. Alcuni digiunano per ventuno giorni, credendo che sia il modo per sconfiggere i principati e ricevere le benedizioni di Dio. Molte persone l'hanno fatto per anni, senza però mai giungere alla piena consapevolezza della verità, cioè, come Egli è nel mondo cosi siamo, in altro parola, no i siamo Lui.
Tali credenze ci allontanano però dalla vera fonte del problema. Gli uomini sono spesso alla ricerca di soluzioni, non realizzando però che la chiave di tutto è interiore. Il principe di Persia che resistette all'uomo celeste per ben ventuno giorni, è una figura allegorica che rappresenta ciò che ci fa resistere alla venuta di Cristo dentro di noi; possiamo definirlo lo spirito dell'anti-Cristo, il principe del mondo, i poteri ed i principati, dio di quest'epoca, ecc. Rappresenta la saggezza carnale di questo mondo, che non conosce le cose che riguardano Dio ed il Suo Regno, ma conosce invece, ciò che riguarda l'uomo mortale che perisce.
Come abbiamo stabilito, Cristo è la risposta alle nostre preghiere ed è il passaporto per il Regno di Dio e per le Sue infinite benedizioni. Lo Spirito sta semplicemente cercando di spiegare perché alcuni hanno questa visione che li fa indugiare, mentre attendono la venuta di Cristo. Ciò che nell'uomo resiste alla conoscenza di Cristo, sono le false credenze innestate in lui dallo Spirito di quest'epoca. Questo è il mistero dell'iniquità che opera, che dev'essere innanzitutto esposto, per poi essere cancellato dallo Spirito della verità, agendo dalla bocca del Signore.
2Tessalonicesi 2:7 Il mistero dell'empietà infatti è già all'opera, aspettando soltanto che chi lo ritiene al presente sia tolto di mezzo.
2Tessalonicesi 2:8 Allora sarà manifestato quell'empio, che il Signore distruggerà col soffio della sua bocca e annienterà all'apparire della sua venuta.
Lo Spirito di quest'epoca, anche conosciuto come Spirito dell'uomo, ha creato in noi, una bestiale creatura della carne (io), che si oppone a tutto ciò che appartiene a Cristo, lo Spirito.
Lo Spirito della verità, che agisce per mezzo di Dio, è il solo che possa annientare la creatura bestiale nell'uomo, che si oppone allo svelamento del Cristo interiore. Il principe Michele, l'Arcangelo che rappresenta il braccio ministeriale del Signore, lotta per i Santi, suonando la tromba della verità. Solo la nostra unione con la verità ci permetterà di sconfiggere l'uomo bestiale in noi (IO). In ogni caso, non ho nulla contro il digiuno o nel modo in cui gli uomini si rapportano ad esso, ma comprendete che la negazione del cibo e pregare per ventuno giorni, non ci consentiranno in alcun modo di ottenere la vittoria che tanto desideriamo, con la ricerca di Cristo. E' così che udiamo il grido dell'Arcangelo Michele (Cristo), e ci conformiamo ad esso, che ci darà la vittoria del principe di Persia, facendoci così stare nel nostro lotto in Cristo.
In breve, l'ostacolo che si frappone tra noi e la conoscenza di Cristo, l'uomo interiore, è la conoscenza dell'io esteriore. La comprensione che ci viene data dall'Alto, è la cosa che ci dona la vittoria. Questa è la chiamata alla pazienza e continuità che riguarda i Santi, che attendono la Sua venuta.
RICEVETE LA PROMESSA DI DIO
Meditiamo ora sulle immutabili e preziose promesse che il Padre ci ha fatto:
Io vi farò mangiare dall'albero della vita nell'Eden, il Paradiso di Dio [Apocalisse 2:7].
Io vi coronerò con la vera ricca vita [Apocalisse 2:10].
Io vi darò la stella del mattino [Apocalisse 2:28].
Io vi restituirò la copertura che perdeste in Adamo [Apocalisse 3:5].
Io vi garantirò l'accesso alla Nuova Gerusalemme [Apocalisse 3:12].
Io vi farò sedere sul Mio trono, facendovi comandare e regnare con me [Apocalisse 3:21].
Tutte queste promesse si realizzeranno nel momento in cui ci sveglieremo nella nostra vera immagine celeste, conosciuta da Dio. Prima di ora, abbiamo guardato oscuramente tramite le lenti della nostra conoscenza umana, e visto ombre e compreso delle cose soltanto parzialmente (1Corinzi 13:8-13). L'oscurata vista della comprensione ed il suo erroneo agire secondo le ombre, è ciò che oggi costituisce la densa copertura della morte sulle nazioni. Il timore per l'insicurezza, l'ansia, i tormenti emotivi sono semplicemente i frutti dell'uomo che cammina nella grossolana ignoranza di questo mondo presente. Ad ogni modo, è giunta l'ora di dimenticare le ombre e cominciare a vedere la nostra vera immacolata immagine di luce, riflessa nello specchio della Parola dei Cieli, ed a conoscere noi stessi così come Dio ci conosce, non più secondo le percezioni carnali che dominano quest'epoca.
Se riuscirete a vedere questo grande dono della vita, attraverso la conoscenza della divinità che oggi splende sul volto di Gesù e la Parola vi castigherà volontariamente e vi rimodellerà in quelle perfette creature che siete. A volte, la correzione e la verità sono amare, ma dobbiamo vivere e riceverle con gratitudine.
Leggete le seguenti ispiratrici parole dal Libro di Giobbe.
Giobbe 5:17 Ecco, beato l'uomo che Dio castiga; perciò tu non disprezzare la correzione dell'Onnipotente; Giobbe 5:18 poiché egli fa la piaga, ma poi la fascia, ferisce, ma le sue mani guariscono. Giobbe 5:19 In sei sventure egli ti libererà, sì, in sette il male non ti toccherà. Giobbe 5:20 In tempo di carestia ti scamperà dalla morte, in tempo di guerra dalla forza della spada. Giobbe 5:21 Sarai sottratto al flagello della lingua, non temerai quando verrà la distruzione. Giobbe 5:22 Riderai della distruzione e della carestia, e non avrai paura delle belve della terra; Giobbe 5:23 poiché avrai un patto con le pietre del suolo, e le bestie dei campi saranno in pace con te. Giobbe 5:24 Saprai che la tua tenda è al sicuro; visiterai i tuoi pascoli e troverai che nulla manca.
Giobbe 5:25 Ti renderai conto che i tuoi discendenti sono numerosi, e i tuoi rampolli come l'erba dei campi. Giobbe 5:26 Scenderai nella tomba in età avanzata, come nella sua stagione si raduna un mucchio di covoni. Giobbe 5:27 Ecco ciò che abbiamo trovato; è così. Ascoltalo e fanne profitto».
Sei rappresenta i problemi degli uomini mortali, che vivono nell'ignoranza della verità, mentre sette sono i nostri perfetti stati in Cristo. Perciò, l'opera di Dio consiste nel liberarci dalla falsa e mortale identità, e ricondurci alla conoscenza del Suo Unigenito Figlio. In questa sacra consapevolezza, le cose maligne non potranno avere alcun potere su di voi, che non soffrirete nemmeno la coscienza del peccato ed il senso di vuoto e allontanamento da Dio, a cui sono soggetti gli uomini di quest'epoca. Il potere della lingua che accusa e condanna cercherà di esercitare il proprio potere su di voi. La pace tornerà e scorrerà come fiumi, e l'uomo vedrà la bellezza e la Gloria di Dio. La correzione dal Padre avviene allo scopo di sottometterci al modello celeste della verità, e farci riscoprire noi stessi nel modo in cui Lui ci conosce, in quanto vero Dio buono e giusto.
Dobbiamo tenere bene a mente che questo è lo scopo principale della Parola, predicata da Gesù nel mondo. Egli è giunto in mezzo a noi, semplicemente per portare la Sua testimonianza della nostra vera immagine del principio, così come siamo conosciuti dal Padre; solo con il risveglio nella consapevolezza nell'immagine, potremo riscoprire l'Eden, il Paradiso di Dio.
Egli è la via in cui siamo in verità, e vedendoLo con i nostri volti scoperti, ci trasformeremo in quella stessa immagine. Lo guarderemo nello specchio della Parola della verità, e così ci convertiremo a quell'immagine. L'Apostolo Giovanni lo conferma quando dice che quando Egli apparirà, noi saremo come Lui, vedendoLo così com'è. Oggi, nello splendore della luce dello Spirito Santo nei nostri cuori, stiamo vedendo la vera immagine conosciuta da Dio, e ci stiamo quotidianamente convertendo in quella immagine immacolata che erediterà l'Eden.
1Giovanni 3:2 Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è.
1Giovanni 3:3 E chiunque ha questa speranza in lui, purifichi se stesso, come egli è puro.
La nostra chiamata in quanto Santi di Dio, consiste nel farci riscoprire e mantenere noi stessi in quella vera immagine immacolata risalente alla fondazione del mondo, esattamente nel modo in cui il profeta Daniele, i discepoli e l'Apostolo Giovanni la videro.
Fratelli, aggrappatevi saldamente a questo mistero e il Signore vi benedirà fuori da Sion.
Nel Suo nome,
Trevor Eghagha
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